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CARDITO – Il gatto, la volpe e l’ingegnere: la favola degli staffisti e delle assunzioni

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Facta non verba. Sicuramente, questo, negli ultimi due anni è diventato il motto dell’amministrazione carditese, soprattutto, è divenuto il cavallo di battaglia dell’ingegnere più famoso di Cardito, ovvero Giuseppe Cirillo. Qualcosa però, a conti fatti non torna, sì, perché, se la comunicazione istituzionale è diventata mero sventolamento di medaglie ridotte a velleitarie chimere, attuati dal solito ed atavico, maestro, mito, guru, mentore della comunicazione locale, insomma quello più esperto, meritevole e titolato, significa che i cittadini o parte dei cittadini, osiamo, parte dell’elettorato, crede ancora alle favole. Allora ritorniamo bambini, un po’, come ha fatto negli anni il menestrello napoletano più famoso, Edoardo Bennato.
Tutti sanno, che, molte delle sue canzoni, sono ispirate alle favole, basti pensare a testi come, “Il rock di capitano uncino”, L’isola che non c’è, “Mangiafuoco” e via dicendo. Ma vi è una canzone in particolare, che ha molto ispirato il nostro One Man Band partenopeo, ovvero la favola di Carlo Collodi (Pinocchio). Tutti la conosciamo, tutti sappiamo che vi sono nel racconto due personaggi, non a caso, maledettamente attuali e sempiterni, il gatto e la volpe. Questi ultimi, per Bennato sono divenuti una grande fortuna, infatti, (Il gatto e la volpe) è una delle canzoni più famose di Edoardo.
Anche a Cardito ci sono tanti gatti e tante volpi, che rappresentano proprio, quello che Collodi e Bennato hanno profuso ed espresso, rispettivamente con favole e canzoni.
L’astuzia, il prendersi gioco, l’inganno, il tradimento, la falsità, insomma avete capito. Quello che è successo ultimamente sarà sfuggito ai più, nessuno racconta o scrive dei mefistofelici “accordi” che si tramano prima e mutano in “facta” poi, allora ve li diciamo noi. Facciamo una piccola parentesi, e allora grazie Edoardo se posso usare i tuoi testi per spiegare ai miei lettori le anomalie che accadono sul territorio in cui vivo: ” Non potrò mai diventare direttore generale delle poste o delle ferrovie non potrò mai far carriera nel giornale della sera anche perché finirei in galera! mai nessuno mi darà il suo voto per parlare o per decidere del suo futuro nella mia categoria è tutta gente poco seria di cui non ci si può fidare! Guarda invece che scienziati, che dottori, che avvocati, che folla di ministri e deputati! pensa che in questo momento proprio mentre io sto cantando stanno seriamente lavorando! ” 
Eccome se stanno lavorando, ultima fatica, guarda caso, è stata la meritevole assunzione nell’Ambito 19, della moglie dell’attuale Segretario del PD di Cardito, su, sette (7) figure professionali richieste, spalmate sui territori di Caivano, Cardito, Crispano ed Afragola, non a caso la moglie del solerte segretario è stata assunta, ma arriviamo alla vera questione, quella che ultimamente sta impazzando, “rebus”, si fa per dire, staffisti.
In quest’ultima settimana, si è fatto un gran parlare dei sopracitati, questi ultimi dovranno essere assunti dal Comune, scontati come la luce del sole i nomi di Nino Brancaccio e Nicola Di Micco, promesse o contentini, rispettivamente di Castaldo-Raucci (per Di Micco) e Luigi Fusco (per Brancaccio).
Ma una domanda è rimasta sullo sfondo, cosa saranno chiamati a fare al Comune i due staffisti? Che ruolo avranno? Che mansioni saranno loro affidate?
La nostra redazione, come sua abitudine, è andata a spulciarsi il bando, visibile sul sito, senza fermarsi al chiacchiericcio.

 

Ebbene, il bando, all’art. 1, prevede che i due neo assunti, dovranno assolvere alla segreteria particolare del Sindaco, occuparsi dell’ufficio relazioni con il pubblico e udite udite,    dovranno occuparsi di “informazione e comunicazione delle attività dell’ente indirizzata ai media e ai cittadini”. Il sindaco, quindi, ha deciso di affidare le stesse attività che l’art. 7 della Legge 150/2000 assegna al Portavoce ai due nuovi staffisti.

Resta un dubbio: Il sindaco ha capito che, a differenza del passato, gli staffisti non possono essere utilizzati negli uffici e quindi, pur accontentando i suoi consiglieri di maggioranza più famelici, ha trovato, affidando agli staffisti la comunicazione, il modo di non subire l’inevitabile intervento  della Corte dei Conti?
Oppure, ha trovato in soffitta il vecchio libro di Collodi e un 45 giri di Edoardo Bennato e ha capito che il Gatto e la Volpe non lo porteranno alla celebrità, ma dal Mangiafuoco?
Quanto spreco di danaro pubblico, che triste realtà, vi lasciamo con un’aforisma di Bertolt Brecht“Voialtri che tenete al vostro grasso e al nostro onore, state a sentire questa:
rivoltatela come più vi pare,
prima viene lo stomaco, poi viene la morale.” (L’opera da tre soldi)

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