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CARDITO – Rifiuti, cemento e degrado, come genuflettere un paese, istruzioni per l’uso

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Quello che sta accadendo a Cardito è qualcosa di vergognoso, roba da accapponare la pelle. Sabato scorso, i carabinieri della caserma di Crispano, mediante un blitz, hanno sequestrato tre mezzi della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, la Go-Service. Il motivo è ormai noto, visto che la notizia è rimbalzata sui principali quotidiani. I mezzi infatti erano sprovvisti di copertura assicurativa e quindi dopo i dovuti controlli i militari dell’arma non hanno potuto far altro che verbalizzare e sequestrare i camion. Da quasi un anno, la Go-Service è stata interdetta dall’antimafia, ma evidentemente l’amministrazione non lo sapeva, o faceva finta di non sapere.

Quando ormai la frittata era fatta, il buon Giuseppe Cirillo si è ricordato di essere non solo il cementificatore, ma anche il sindaco di Cardito e in men che non si dica si è portato in Prefettura. Ma la domanda ora sorge spontanea, il sindaco si è recato in Prefettura per lo scandalo delle mancate polizze sui mezzi, o perché ha capito che la ditta è stata interdetta da un anno? Quel folle di Franco Pisano, che tanto ha speso nei consigli comunali, alla fine tanto folle non è, sì, perché il consigliere Forzista, più volte ha tuonato sull’argomento, ricordando e ribadendo che i camion erano sforniti di gps, non erano conformi alla normativa, inoltre, quando è scattato il blitz dei carabinieri, gli operai stavano eseguendo il classico trasbordo illegale, precisamente dinanzi al liceo artistico, in via B. Castiello.

Possibile che Cardito sia diventata la cupola del cemento e basta, dove la politica viene concepita come una scorciatoia per sistemare figli, parenti e amici, come ad esempio qualche segretario di partito ha fatto con l’Ambito 19, o qualche ex candidata con qualche ex sindaco, perché tutto questo? Anche il centro storico è stato vittima del perverso sistema che questi amministratori hanno messo in piedi; abbattimento e ricostruzione o permessi a costruire, alla fine chi costruisce sono sempre gli amici degli amici degli amici.

Ritornando al discorso monnezza, il sindaco per salvare la faccia, evidentemente si è visto costretto e non ha potuto fare a meno di recarsi in Prefettura, altro che camion rotti, altro che cittadini maleducati nel non rispettare il calendario della raccolta, forse dietro quest’onta si nasconde la punta dell’iceberg, ed è per questo che il paese è pieno di rifiuti. Chi ha a cuore il paese, ma veramente, si pone queste domande e non solo, gli ‘imprendiamministratori’ invece, si stanno ponendo il problema della nuova giunta, con i soliti dinosauri, che bava alla bocca attendono di occupare la poltrona dell’esecutivo.

Questo è il livello della politica carditese, questo è il livello della classe dirigente nel 2018, tra disoccupati che non mollano e disoccupati che mai hanno lasciato. Per non parlare delle promesse che hanno fatto, più che promesse, oseremo definirle barzellette, entro dicembre 2015 si sarebbe dovuto approvare il puc, ma dopo tre anni ancora niente, quando l’opposizione (Chiacchio, Pisano e Santucci) propose di dimezzare gli emolumenti si inventarono un fondo per le fasce deboli, evidentemente si sono inseriti anche loro nelle fasce deboli, perché non hanno mai versato un solo centesimo, i 5 milioni di euro (Fesr) sono in groppa alle lumache, i poveri molluschi chissà da dove sono partiti per farli giungere a Cardito questi benedetti soldi.

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