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Cardito, avvocato Pisano: “Complimenti ai giovani e al neo eletto sindaco Nunzio Raucci, la sua virtù sta nell’ascolto”

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Il fondo, a cura dell’avvocato Francesco Pisano (in foto), già consigliere comunale e vicesindaco di Cardito.

Onore a te Nunzio, perché lo meritavi! Questo risultato elettorale conferma che alla fine del ciclo Cirillo eri tu quello che caparbiamente e meritatamente ha lavorato – sacrificando tempo prezioso e danaro per la famiglia a differenza di molti altri pretendenti – per iniziare un nuovo ciclo politico che il popolo, visto il risultato, ha tanto preteso.

Esiste il Sindaco ideale per tutti? No! Il mio, o il tuo sindaco ideale, potrebbe non essere quello di tanti altri. In democrazia sceglie la maggioranza. Esiste, invece, il sindaco più adatto al contesto storico e sociale in cui viviamo. La capacità della classe politica locale sta proprio nell’individuare questa persona, e Nunzio (certamente, anche per legittima ambizione personale come tutti quanti noi abbiamo sempre avuto) alla fine è risultato la scelta più democratica e vincente.

Quando un ciclo politico sta per finire oppure è diventato non più tollerabile per la moltitudine, il popolo nella sua interezza, al di là dei singoli interessi personali che pure ci sono, si muove come uno tsunami per far iniziare un nuovo ciclo con un nuovo sindaco. Di fronte a questa spinta naturale del popolo, anche un esercito armato più attrezzato corre il rischio di essere spazzato via dall’onda d’urto.

I più credenti parlano di “effetto provvidenziale”, alcuni filosofi definiscono questo fenomeno come la fine di un ciclo, mentre l’illustre politico, compianto, avvocato Ciccio Narciso, per farlo comprendere alla gente comune, diceva che “prima o poi finirà il torrone sulla bancarella”.

A qualcuno che brucia ancora, dico: fatevi un bagno di umiltà; l’arroganza vi ha tolto l’ascolto; ringraziate Dio che abbia vinto Nunzio, perché, a differenza mia, non usa il bastone per combattere il mercimonio, che c’è e ci sarà sempre, purtroppo.
Perché governare democraticamente un paese è un po’ come quando l’artista presepiale ha davanti un presepe che ha già i suoi pastori. E un Sindaco democratico deve saper adattare la scenografia a quei pastori. Non può pensare di imporre la sua scenografia obbligandoli ad adattarsi. Col passar del tempo, al momento giusto e inaspettato, il popolo darà il colpo di coda.

Le tante opere pubbliche realizzate in questi anni sono evidenti. Ma pensavate davvero di trattare i membri di una comunità come si fa con i pastori da sistemare sullo scoglio del presepe? Una comunità è comunque un presepe vivente!
Probabilmente l’amministrazione Cirillo ha creato una scenografia poco adatta a molte altre persone e realizzata con metodi che la stragrande maggioranza dei cittadini, anche quelli che non si sono opposti schierandosi contro elettoralmente, ha respinto malamente. Il grande risultato elettorale dei giovani (cioè, quelli di nuova generazione politica), quelli che hanno fatto la differenza, rappresenta una voglia di cambiare che lo stesso Nunzio non può trascurare.

Nunzio, a differenza di chi come me descrive “il paese ideale”, così come tanti altri sapientoni, lui ha la dote dell’ascolto. Molti altri esaltano la virtù del leader, mentre Nunzio ha la virtù dell’ascolto che molti leader non hanno e rischiano di cadere per la loro arroganza.
Nunzio in questi anni ha lavorato ascoltando gli altri; ha impresso nella mente della gente la sua disponibilità a trovare in qualche modo una soluzione per ognuno di loro.

Ma adesso però è il tempo di iniziare a realizzare la propria scenografia per la comunità nella sua interezza, cosa diversa da offrire una soluzione singolarmente. Perché i membri di una società devono imparare, prima o poi, ad adeguarsi al mondo nuovo, a rispettare le regole del vivere civile, e a trovare spazio liberamente senza calpestare i diritti degli altri soprattutto facendosi raccomandare dal potente di turno.
Diversamente, come diceva il buon Ciccio: prima o poi finirà il torrone sulla bancarella. Buon lavoro Nunzio.

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