Home Politica Cardito, “Dead man walking”: la fine degli anni bui, a Nunzio Raucci...

Cardito, “Dead man walking”: la fine degli anni bui, a Nunzio Raucci il compito di risollevare un paese morto

1285
0

Cardito(NA). Dopo sei anni Cardito ritorna al voto, la campagna elettorale è già partita con un candidato sindaco ufficializzato da tempo, Nunziante Raucci. A sostenerlo una corazzata di sei liste civiche; “Barra al Centro”, “Movimento Civico Cardito Verde”, “Itinerario”, “Cardito Valore Comune”, “Siamo Cardito” e “Periferie al Centro”. Una candidatura, quella di Raucci che arriva in momento storico più che favorevole, l’elezione in consiglio regionale di Peppe Barra. Non un caso, non a caso, una sorta di disegno ben preciso che chiude il cerchio in maniera sinergica tra Ragione Campania e la cittadina a Nord di Napoli. Senza fronzoli, senza sotterfugi, in questa tornata elettorale si fa sul serio, l’obiettivo è unico e comune, vincere le elezioni per invertire la rotta e sancire soprattutto un nuovo ciclo politico che dia al paese un forte segnale di riscatto e discontinuità. Un nuovo progetto, una visione diversa di città, portata avanti da forze nuove, giovani innanzitutto e decani della politica nostrana, un connubio perfetto per mettere fine agli anni bui. Nunzio Raucci rappresenta oggi la migliore alternativa che Cardito possa esprimere, custode morigerato dei più alti sentimenti in termini di affetto e amore per la città, la garanzia di un ragazzo perbene al servizio della politica che ha da sempre anteposto il noi all’io.

Se da un lato le idee sono chiare, se c’è una squadra, un candidato sindaco, un’ identità, insomma, l’ “esserci” heideggeriano, dall’altro invece, vi è il nichilismo nietzschiano. Sì, perché ad oggi, il sindaco Cirillo, dopo aver incassato anche il bilancio di previsione in consiglio comunale non ha sciolto ancora le riserve su chi sarà il suo erede. È noto che il vicesindaco metropolitano deve ricandidarsi proprio per garantirsi la poltrona sull’ex Provincia, Cirillo ormai ansante, sa che il suo ciclo si è esaurito, sa bene che a Cardito è politicamente morto, “Dead man walking”. Il totonomi è partito da un po’, ma la fascia tricolore non può sbilanciarsi; Pasquale Bova, Antonio D’Andrea, Orlando Desimone, soggetti questi che non trovano sintesi politica, nomi che andrebbero a chiudere qualsiasi ragionamento prima di sedersi al tavolo.

Da tempo lo stesso Cirillo si nasconde dietro al famoso “Campo largo”, dai noi ribattezzato “Campo rom”, una figuraccia politica con tanto di manifesto, dove i vertici di Azione e Italia Viva si sono staccati immediatamente da un progetto che non esiste, adesso possiamo tranquillamente riepilogare così: “Campo largo”, “Campo rom” e infine “Camposanto”. Una brutta tegola l’elezione di Peppe Barra, inaspettata per il ras carditese che sosteneva a spada tratta un altro candidato: “Preghierina preghierina fammela trovare, Madonnina Madonnina non mi abbandonare”, citando il professore Roberto Vecchioni. Tutto è partito da lì, con il ritorno in campo dell’ex sindaco di Cardito lo scenario si è stravolto. Gli anni del dominio assoluto e della leadership sono terminati, gli anni dei “yes man” per avere in cambio poche briciole sono andati, la difficoltà c’è ed è oggettiva, l’antagonista di Nunzio Raucci al momento si chiama Casper.

Da spada tratta a spada di Damocle in un attimo, sul collo la lama del tempo che scorre inesorabile si fa sentire, pesa, il sudore, goccia dopo goccia bagna il ticchettio delle lancette, passano i secondi, i minuti, le ore, i giorni, siamo all’undici di marzo e il candidato sindaco ancora non c’è. Il locale Pd, partito del sindaco, è spaccato sul nome; i Dem propendono per Bova, scelta che non metterebbe d’accordo i fedelissimi di Cirillo e lo stesso sindaco, “A viso Aperto” espressione di Antonio Giangrande avrebbe proposto Luigi Fusco, fantascienza pura, poi c’è il consigliere D’Andrea, quest’ultimo ci crede ma non rientra tra i sodali del primo cittadino. Infine, il consigliere che a gennaio era pronto a sfiduciare Cirillo insieme a Fusco, Giangrande e Russo, parliamo di Orlando Desimone, opzione questa decisamente remota. Si resta quindi in attesa della fumata bianca e dell’Habemus Papam.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here