Home Cronaca Dal decreto Caivano al degrado Campiglione, il sindaco Angelino come Pilato

Dal decreto Caivano al degrado Campiglione, il sindaco Angelino come Pilato

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Caivano(NA). Emergenza sociale a piazzetta Campiglione, divenuta ormai terra di nessuno. Musica ad alto volume, schiamazzi notturni, scorribande di auto e moto, veicoli parcheggiati davanti ai cancelli d’ingresso, tutto questo a discapito dei residenti, ostaggi silenti nelle proprie abitazioni. Lo sa bene il sindaco Antonio Angelino, da quasi un anno infatti, di fronte al Santuario di Campiglione, ogni maledetto venerdì, il circondario è costretto a subire inerme la tracotanza del ‘bar Campiglione‘, quest’ultimo ormai, ‘proprietario’ e ‘padrone assoluto’ della res publica. Un modus operandi gestito ad personam, in spregio a tutte quelle che sono le regole del vivere civile e soprattutto la mancanza di rispetto nei confronti dei residenti.

Un piccolo bar di quartiere non può trasformarsi in locale, non può, se non autorizzato, riversare la propria clientela in strada, mandando in tilt il traffico veicolare, creando disagi e problemi serie a chi da sempre abita in questa zona. Un comportamento violento e vessatorio che mette a dura prova la pazienza e l’educazione di chi risiede a Campiglione.

Per questo tipo di movida, esistono strutture attrezzate, aree predisposte, insomma, questi sono i risultati di una pessima organizzazione. Chi propone eventi, è tenuto a garantire e salvaguardare la quiete, la sicurezza ed il decoro pubblico, in tutto e per tutto, questo dinanzi al Santuario non succede, il quartiere è schiavo di un piccolo bar che si sente autorizzato con il più alto ed aulico livello di boria e sicumera a poter fare quello che letteralmente vuole, ed è proprio qui che entra in scena la sterile ed inutile ordinanza del primo cittadino, così, tanto per non scontentare gli ‘amici’.

Nei Comuni limitrofi, le ordinanze in materia non vanno oltre la mezzanotte, a Caivano si è concessa mezz’ora in più. Il sindaco non può lavarsi le mani come Ponzio Pilato, all’ordinanza emanata dopo la festa patronale (parliamo del mese di maggio) devono seguire i reali controlli. Il comando della polizia Locale alle ore 20 chiude, i carabinieri per intervenire devono essere tempestati di telefonate, lo sa bene l”Iniziativa Campiglione‘, nata per contrastare questo dramma: “E’ inaccettabile tutto questo, impensabile che la forza pubblica su spinta del sindaco non intervenga con decisione e fermezza, tra l’altro ci sono anche tre telecamere, una situazione veramente assurda a cui diciamo basta“.

Il venerdì infatti, quando il bar organizza la solita serata, per chi abita in questa zona del paese, inizia il calvario; i residenti devono monitorare e sopportare l’inciviltà degli astanti che parcheggiano davanti ai portoni, a nulla serve il passo carrabile, lottare con i propri nervi fino a notte fonda per l’assordante volume della musica, per gli schiamazzi che impediscono il riposo è un’impresa stoica, di seguito, poi, comporre il 112, attendere le calende greche e sperare nell’arrivo della pattuglia, se non impegnata, una vicenda che i militari dell’Arma della locale Compagnia conoscono bene.

Una storia assurda, come se a Caivano prima delle elezioni dello scorso novembre i ragazzi non uscissero, non si divertissero, rifugiarsi in queste frasi e in questi ragionamenti che sanno di qualunquismo è anche imbarazzante, i giovani devono divertirsi, così come gli esercenti devono lavorare, per carità, ma i cittadini dal canto loro hanno il sacrosanto diritto di riposare di notte, di uscire ed entrare dalle proprie abitazioni quando vogliono.

E’ dovere della fascia tricolore intervenire quanto prima, con solerzia e vigore, ne ha facoltà, è nelle sue funzioni, l’ordinanza è un palliativo, servono controlli, serve la presenza costante e assidua delle forze dell’ordine, caro sindaco Angelino, meno slogan è più fatti, amministrare significa soprattutto questo. Seguiranno aggiornamenti.

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