Home Cronaca Da Napoli un grido nazionale, Angpg e Fnl Italia: “Lo Stato intervenga...

Da Napoli un grido nazionale, Angpg e Fnl Italia: “Lo Stato intervenga subito, la Pubblica Amministrazione sta collassando”

320
0

Da Napoli, città che da sempre è simbolo di resilienza e dignità, l’A.N.G.P.G. e la F.N.L. ITALIA lanciano un appello che non può più essere ignorato. Tutti i lavoratori coinvolti nelle stesse criticità si uniscano a noi per chiedere allo Stato un intervento immediato contro il collasso delle piante organiche e il blocco dei procedimenti amministrativi essenziali. La crisi che investe gli Uffici Territoriali del Governo e numerose Pubbliche Amministrazioni non è più un semplice ritardo burocratico: è diventata un fattore di rischio nazionale, un ostacolo alla sicurezza pubblica e un attacco diretto al diritto al lavoro. Per sensibilizzare le Istituzioni Centrali e protestare contro questa assurda situazione, ci sarà un FLASH MOB A NAPOLI – 15 MAGGIO, ORE 10:30 in PIAZZA DEL PLEBISCITO, da parte dei lavoratori e lavoratrici della categoria. Le Guardie Particolari Giurate scenderanno in piazza per protestare contro i ritardi nei rinnovi dei Porto d’Arma e dei Decreti GPG, guidate dal Presidente A.N.G.P.G., Dott. Giuseppe ALVITI e dal Segretario Cittadino F.N.L. ITALIA, Catello PETRONE.

Un’iniziativa che nasce dalle decine e decine di segnalazioni ricevute da lavoratrici e lavoratori lasciati a casa senza retribuzione, nonostante abbiano presentato nei termini tutta la documentazione richiesta. Al grido la denuncia: “Chi rispetta la legge non può essere punito dallo Stato” le lavoratrici e i lavoratori della Vigilanza Privata, chiedono una misura semplice, logica e urgente: una proroga immediata della validità dei titoli per tutte le guardie giurate che hanno presentato l’istanza di rinnovo entro i 90 giorni previsti. Oggi, purtroppo, accade oltre l’inverosimile dell’assurdo, dove chi ha rispettato la procedura viene sospeso dal servizio; chi è in attesa della conclusione della pratica viene privato della retribuzione; mentre nella migliore delle ipotesi in molti sono costretti a consumare ferie e permessi per colpe non loro; costringendo di conseguenza gli Istituti di Vigilanza a riorganizzare servizi essenziali ed indebolendo notevolmente l’apparato della Sicurezza a causa di una macchina amministrativa che non riesce a rispettare i propri tempi.

Da un’attenta analisi del dottor ALVITI, si rilevano inoltre delle incongruenze sotto l’aspetto della normativa vigente, ossia: 1. Lo Stato può intervenire subito nei casi gravi. Perché allora blocca chi è in regola? I requisiti morali, soggettivi e fisici possono essere verificati anche durante la pendenza della pratica. Qualora emergono elementi ostativi, il titolo può essere revocato immediatamente. Dunque, non esiste alcuna ragione tecnica per sospendere automaticamente chi ha presentato domanda nei termini. 2. Il termine dei 90 giorni è diventato un adempimento inutile. Il Ministero impone la presentazione anticipata dell’istanza per consentire agli uffici di completare i controlli. Ma se, nonostante ciò, la pratica non viene chiusa e il titolo scade, allora il lavoratore viene punito per inefficienze che non gli appartengono. Tuttavia l’attuale sistema, a causa di falle procedurali, rappresentano uno vero e proprio scempio dal punto sociale e organizzativo, producendo altresì effetti devastanti, tra lavoratori in regola lasciati a casa senza stipendio; famiglie improvvisamente prive di reddito; Istituti costretti a riorganizzare turni e servizi; un comparto già fragile ulteriormente indebolito; un danno diretto alla sicurezza del territorio. Basterebbe un intervento normativo, di buona volontà, come avvenuto in era COVID per risolvere la cosa e dimostrare che quando lo Stato vuole, può introdurre proroghe e deroghe per garantire continuità operativa. Si tratta dunque, di un problema non tecnico e né giuridico, ma di semplice mancanza di volontà politica e amministrativa di proteggere chi lavora. La proposta normativa: semplice, logica, immediatamente applicabile: A.N.G.P.G. e F.N.L. ITALIA chiedono al Ministero dell’Interno, l’adozione di provvedimenti straordinari ed urgenti, al fine di consentire agli Uffici Territoriali di Governo di poter operare ad un rinforzo organico, anche con assegnazioni temporanee agli uffici più carenti di risorse umane, mentre ai Signori Prefetti della Repubblica, di adottare subito una misura urgente, in conformità con quanto in loro potere per rendere più efficacia l’organizzazione degli uffici. Altresì, come avviene per altre tipologie documentali, il titolo deve rimanere valido sino a conclusione del procedimento di rinnovo, almeno nei casi in cui: 1) la domanda è stata presentata entro i 90 giorni previsti; 2) non esistono provvedimenti ostativi o sospensivi; 3) il ritardo è imputabile alla Prefettura, Questura o altri organi pubblici.

Una semplice modifica della norma vigente, contribuirebbe a non penalizzazione la tutela la sicurezza pubblica nei vari territori; a proteggere i lavoratori in regola; ad impedire sospensioni ingiuste; a mantenere la possibilità di revoca immediata nei casi gravi. “Uniti per difendere il Lavoro e la Sicurezza” è lo slogan di questa iniziativa, dichiara la dott.ssa Anna NESI, Segretaria Nazionale della A.N.G.P.G. a cui invitiamo tutte le G.P.G. ed i lavoratori della Vigilanza, della Sicurezza e della Pubblica Amministrazione ad unirsi a questa battaglia. Il 15 maggio, alle ore 10:30, in Piazza del Plebiscito – NAPOLI, daremo voce a chi non può più aspettare. Perché non è più tollerabile che il peso dei ritardi istituzionali ricada sempre sui lavoratori. La proroga dei titoli per chi ha rispettato la legge non è un favore, ma un atto minimo di giustizia, razionalità e rispetto del lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here