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Peppe Barra, un pezzo di Cardito da portare in Regione

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L’editoriale.

Una mia personale riflessione sul voto regionale, in chiave locale, penso sia doverosa. Principalmente per un motivo: per la prima volta nella storia Cardito potrà essere seriamente rappresentata nelle istituzioni sovracomunali e in particolare nell’Assise del centro direzionale. Non cadete in nessuna trappola pensando che mi fossi dimenticato di Andrea Losco. Quest’ultimo è stato sindaco di Cardito ma ne prese le distanze. Peppe Barra ha fatto una enorme gavetta: scuola di Ciccio Narciso, assessore e vicesindaco con Francesco D’Agostino, due volto l’assessore con Biagio Fusco, due volta l’assessore con Andrea Losco, vicesindaco con Luciano Riccio, presidente del consiglio comunale con Biagio Fusco sindaco. Ecco perché dico che questa volta Cardito ha un’opportunità storica guardando alle elezioni Regionali. Ha un’opportunità storica perché in campo c’è Peppe Barra. Non il sindaco del “decennio”. O meglio, anche il sindaco del “decennio”. Ma Peppe Barra non è solo questo. Non è solo il sindaco per “diritto” di Cardito. Peppe Barra è figlio di questa terra, è un politico di lungo corso (ha fatto il consigliere comunale a 18 anni, il più giovane d’Italia, con la Dc durante gli anni della Prima Repubblica, quando la politica contava davvero); Peppe Barra è un’icona di questo paese, della nostra terra; Peppe Barra è il padre di una classe dirigente, quella dei 40enni, che con lui si è affermata e senza di lui si sono disorientati mettendo in campo una guerra fratricida tant’è che molti cittadini auspicano che possa tornare a fare il sindaco; ma lui no. Punta, giustamente, ad una esperienza diversa. Peppe barra è l’uomo del “Parco Cardito”, della riqualificazione urbana, della realizzazione delle opere pubbliche; Peppe Barra è un politico che ha sempre vissuto per questa terra, sempre disponibile, per davvero, e non per scopi elettorali. Lo conoscete tutti, non ha certo bisogno di una mia presentazione oppure di un mio endorsement ma ritengo che queste parole siano doverose per far capire ai carditesi in particolare che la candidatura alla Regione di Peppe Barra è qualcosa di importante per il territorio anche perché rispetto ad altre comparse, lui è in lizza per essere eletto. Nella lista di “Noi Campani”.

Barra sta portando avanti una campagna elettorale come ha sempre fatto; non chiede aiuto alla politica ma per ciò che ha dato a tutti, dovrebbe essere naturale che ben oltre le bandiere, Cardito, intesa come comunità, si stringesse attorno alla sua figura; non costruisce truppe cammellate, non ha bisogno di galoppini. I conensi li macina casa per casa, mettendoci la faccia, il nome, il cognome e la sua storia. Na storia che racconta di cose fatte per la gente, una storia che racconta di capacità e competenza sempre dimostrate, una storia di disponibilità verso gli altri. Ha sempre messo la sua intelligenza ed i suoi voti a disposizione dei progetti politici: Giacinto Russo consigliere, assessore provinciale e senatore, Giuseppe Maisto consigliere Regionale, Pino Arlacchi all’europarlamento. Ha costruito per altri e non per sé perché il suo “piccio” era Cardito, la sua Cardito, a partire dai vicoli del centro storico della frazione Carditello. Ha sacrificato la sua carriera politica per l’amore smisurato che nutre verso il proprio paese nonostante potesse dare lezione di politica e di contenuti a tanti soloni che girano nelle stanze delle istituzioni sovracomunali.

Insomma, Peppe Barra candidato, oltre qualsiasi altro ragionamento, è una opportunità per tutta la comunità carditese. In questo momento nessuno può dimenticare ciò che quell’uomo ha dato alla città da sindaco, da assessore, da consigliere comunale, da semplice cittadino. La città non può e non deve dimenticare.  Peppe Barra in Regione significa tanto anche in chiave locale, di finanziamenti, di sviluppo e pure una “strigliata” ad una politica locale che senza di lui sta vivendo e si sta cibando solo di affarismo, di cemento, di incompetenza e di incapacità. Riflettete ed esprimete, almeno una volta, un voto consapevole, nell’interesse di una terra e non del singolo orticello.

In bocca al lupo caro Peppe.

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