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Camorra ed economia, stretta della Prefettura con quattro interdittive e controlli rafforzati

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Non si ferma l’azione dello Stato contro i tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nel tessuto economico della provincia di Napoli. Prefettura, Forze dell’ordine e Direzione Investigativa Antimafia proseguono un’attività coordinata con l’obiettivo di difendere l’economia legale e impedire che i clan condizionino le attività produttive.
Negli ultimi giorni il prefetto Michele di Bari ha firmato quattro nuove interdittive antimafia che colpiscono altrettante aziende operanti in settori considerati strategici: pulizie, edilizia, commercio ortofrutticolo e servizi di portierato.

Le imprese coinvolte hanno sede tra Volla, Casalnuovo e Napoli. Secondo gli accertamenti, sarebbero emersi collegamenti diretti o indiretti con organizzazioni criminali locali, in grado di interferire con il mercato e alterare le regole della concorrenza, incidendo così sulla libera attività economica. – L’azione della Prefettura non si esaurisce con l’emissione dei provvedimenti. Le Forze dell’ordine hanno infatti intensificato i controlli per verificare il rispetto delle interdittive ed evitare possibili tentativi di aggiramento attraverso intestazioni fittizie o l’uso di prestanome. – Parallelamente, i Comuni interessati sono chiamati ad attivarsi per revocare licenze, concessioni e autorizzazioni, interrompendo ogni rapporto tra le aziende colpite e la Pubblica amministrazione, in modo da rendere effettivo il blocco dell’attività.

Accanto alle interdittive antimafia, trova spazio anche uno strumento più articolato e meno drastico: la prevenzione collaborativa. In questo quadro si inserisce il caso di un’azienda di Somma Vesuviana attiva nel settore dei rifiuti, per la quale è stata applicata questa misura prevista dal Codice antimafia. – Si tratta di un meccanismo di controllo rafforzato che consente alle autorità di monitorare l’impresa dall’interno quando i segnali di infiltrazione risultano circoscritti. L’obiettivo è duplice: evitare la chiusura dell’attività e accompagnare l’azienda in un percorso di graduale ritorno alla piena legalità sebbene su quest’ ultimo aspetto ha mostrato perplessità il Presidente della Associazione nazionale Guardie Giurate il dottor Giuseppe Alviti (in foto),Senior Security Manager e apprezzato formatore professionale per la sicurezza pubblica e privata, che auspica presto un controllo mirato presso Istituti di vigilanza che a Napoli e Provincia oltre a usare modi imprenditoriali impropri non disdegnano di far fare produttori commerciali a persone non tanto raccomandabili e se si appurano deviazioni camorristiche di invita il Prefetto a chiuderle immediatamente senza dare vita a una prevenzione collaborativa che funziona più da specchio per le allodole finita la quale si ritorna peggio di prima.
La camorra nella vigilanza privata se viene acclarata bisogna sconfiggerla con la chiusura degli istituti colpevoli e complici chiosa il Presidente Angpg Giuseppe Alviti.

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