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Cardito, la gara ciclistica che è costata la testa dell’ex comandante della polizia Locale

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Cardito(Na). A quasi 5 mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, purtroppo, è ancora tutto fermo, calma piatta. Poco meno di 150 giorni fa, i proclami sbandierati a destra e a manca dalla coalizione che ha sostenuto Nunzio Raucci sindaco sono divenuti letteralmente fumo. Onestamente dalla nuova fascia tricolore e dalla sua maggioranza ci aspettavamo molto di più, ad oggi la scusa del “ci siamo appena insediati” non tiene più banco. Il passare dei giorni, scandisce sovente e pesa come macigni su quanto prodotto, ovvero, niente. Ai cittadini il compito di valutare e giudicare. Nunzio Raucci, probabilmente non ha ancora compreso il ruolo del primo cittadino, non ha svestito ancora i panni dello storico consigliere che si prodigava per il paese, schiavo della sua coalizione, di qualche saggio apostata, di una giunta espressa interpretando a metà il manuale Cencelli e soprattutto sui tanti giovani, ormai relegati ai margini, figli di un progetto che in fase embrionale li vedeva protagonisti assoluti. Insomma, l’andamento è come quello quello del neo tecnico del Napoli, la spada sul collo del ‘corto muso’ ritorna sempre.

Dopo la vittoria dello scorso maggio, pensavamo che Raucci fosse maturato, che iniziasse a camminare con le sue gambe, che decidesse qualcosa, che si prendesse la responsabilità di qualche provvedimento, di qualche evento, di uno starnuto almeno, invece, anche in questa circostanza Nunzio non proferisce parola, solo lunghe telefonate e infiniti conciliaboli, la delusione è palpabile. La mancanza di spina dorsale vede per l’ennesima volta Nunzio collocarsi ontologicamente in quello che ‘non è’ sul piano politico, un leader. Le ombre amiche che si attardano nelle retrovie e quel cordone ombelicale mai tranciato, riflettono, seppur in maniera diversa, le gesta del pantagruelico predecessore, con una netta differenza; l”io’ di ieri si è trasformato nel ‘noi’ di oggi, esautorando così il ruolo di chi dovrebbe detenere il comando e prendere decisioni da solo.

Questa premessa è doverosa per chiarire e spiegare il cambio di guardia all’interno del comando della polizia Locale. Da settembre il maggiore Antonio Cardito non è più il capo dei caschi bianchi, gli è succeduto temporaneamente Giuseppe Di Maso, in servizio a Cardito già da diversi anni. Le ragioni che hanno spinto l’ex comandante a rassegnare le dimissioni al sindaco sono svariate, ma lo strappo, o meglio, la rottura inconciliabile ed insanabile è maturata a seguito del “Memorial Antonio Iannicelli – Primo Trofeo Mizio Apolline”. L’ultima edizione di questa gara ciclistica amatoriale risale al 2016, esattamente dieci anni fa. Come da iter, l’ormai ex dirigente della polizia Municipale è stato chiamato in causa per esprimere il proprio parere sulla fattibilità dell’evento, analizzando minuziosamente e certosinamente quanto presentato dagli organizzatori. Antonio Cardito, che vanta un curriculum di tutto rispetto e che negli anni ha prestato servizio agli ordini di illustrissimi comandanti, quali, i colonnelli Luigi Maiello e Antonio Piricelli, giusto per citare qualche nome, si è espresso con giudizio contrario, motivando meticolosamente il suo diniego, evidenziando tutte le criticità e le mancanze sul piano della sicurezza, non solo per i ciclisti ma anche per i residenti. Nella missiva, Cardito fa riferimento a tutta una serie di problematiche riguardanti la safety e la security, l’ordine e la sicurezza pubblica, la carenza di personale (nell’attuale pianta organica del comando vi sono 8 unità complessive) prendendo in considerazione i quadri normativi di riferimento (circolare del Capo della Polizia, circolare del Capo del dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, direttiva del Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, del Tulps, del Tuel e del nuovo Codice della Strada) che avallano e giustificano ampiamente il parere sfavorevole.

Il mancato placet per la manifestazione è costata la testa ad Antonio Cardito, che non si è limitato solo a dimettersi da comandante, ma ha espressamente chiesto il nulla osta per prestare servizio in un altro comune. E’ doveroso puntualizzare che rispetto all’evento sportivo non vi è nulla contro, anzi, ben vengano queste iniziative, ma le regole vanno rispettate, dura lex sed lex. Il sindaco Raucci, di rimando, ha accettato silente e sornione la decisione dell’ex dirigente, una corsa ciclistica vale più dell’incolumità, della sicurezza degli atleti e dei cittadini che egli stesso dovrebbe rappresentare. Il comando della polizia Locale, già rimaneggiato e ridotto all’osso, perde non solo un valido operatore, ma soprattutto l’unica figura inquadrata come ex categoria D, c’è poco da fare, è sempre e solo questione di volontà. Da sottolineare che durante lo svolgimento della gara, prevista per oggi, 24 ottobre 2026, dalle ore 14 circa fino alle 18, tutti gli uomini della Municipale saranno impegnati per l’evento, non solo, il Comune ha chiesto una convenzione con gli enti limitrofi, visto che le sole unità in forza non bastano. In poche parole, agenti di altri comuni daranno sostegno e manforte ai colleghi carditesi, ovviamente, le spese sono a carico del comune di Cardito.

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