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Cardito, la micro maggioranza di Raucci perde Orizzonte Comune, Andrea Russo: “Il sindaco è troppo vincolato al passato, la politica è evoluzione”

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Nello scorso consiglio comunale l’opposizione ha ucciso una ‘micro maggioranza morta’. Una manciata di interventi per disintegrare quel che resta di un programma paventato solo nero su bianco, “Carte e cartuscelle” cantava Pino Daniele. Né forma né sostanza. Insomma, non c’è veramente nulla, l’alternativa tanto attesa e sperata, i giovani, la rivoluzione, il cambiamento, niente di tutto questo, un’impresa troppo ardita per una squadra messa insieme solo per puntare alla vittoria (risicata). Dopo le figuracce dell’ultimo civico consesso, firmate Cirillo, Giangrande e Aprovidolo, il team di Raucci inizia a sgretolarsi pian piano. La civica Orizzonte Comune si è ufficialmente staccata dal figlio putativo di Peppe Barra. Sono bastati pochi mesi ai fratelli Russo (Alberto e Andrea) per rendersi conto che effettivamente politica e Nunzio Raucci sono un ossimoro. Uno squarcio insanabile, fisiologico quindi il cambio di rotta. Il contentino della presidenza del consorzio cimiteriale per Alberto Russo è stata un’offesa, la proposta, subito rifiutata dal diretto interessato è stata rispedita al mittente senza ripensamenti. La lista di Russo che ha contribuito alla vittoria delle scorse elezioni non è stata presa in considerazione, né per una casella in giunta, né per altro. Il tempo che intercorre tra un ragionamento del sindaco ed una decisione da prendere, sempre da parte dello stesso, è pari a quello delle calende greche, ovviamente parliamo di scelte politiche. Nunzio da solo non riesce a produrre sillogismi, prima la giunta, poi i saggi, ancora, i fedelissimi, insomma una miriade di passaggi per un sì o per un no che fondamentalmente non gli appartengono, non sono suoi, ma semplicemente il risultato di infiniti scambi di opinioni. Un leader non si comporta così, la responsabilità del comando richiede attributi, Raucci non è partito male, al contrario, è ancora fermo al palo, lo dicono i fatti e soprattutto i numeri espressi dal Consiglio, troppo esigui per pensare di poter governare da qui al 2031. Sul fronte opposizione, Peppe Cirillo al momento non ha alcun interesse a mettere fine all’effimera parentesi Raucciana, glielo impone il ruolo che ricopre in Città Metropolitana, ma soprattutto le prossime elezioni Politiche, il rinnovo del consiglio comunale di Napoli e quello dell’ex Provincia, tutte previste per il 2027. A un mese da Natale, che si preannuncia incandescente, forse potrebbe esserci un colpo di scena.

Andrea Russo, consigliere uscente, nell’ultima tornata elettorale ha ceduto il passo al fratello Alberto, dopo quanto accaduto nell’ultima settimana ha commentato così: “Onestamente, dopo 5 mesi di governo ci aspettavamo tutt’altro, se vogliamo anche accantonare il programma elettorale, ad oggi, ci sono delle difficoltà oggettive. Abbiamo sposato la candidatura di Nunzio Raucci e dato il nostro contributo spendendoci fino alla fine, credendoci fortemente. Il fulcro di questo nuovo progetto – continua – era basato sulla discontinuità, cosa che al momento non vedo e non vediamo (riferendosi al fratello), mi creda, non ne faccio una questione di ruoli o ‘contentini’, mi passi il termine, anche perché non ne abbiamo bisogno. In base alla mia esperienza da ex amministratore, ho imparato che chi scende in campo deve dare risposte agli elettori, deve contornarsi di figure preparate, i tempi della politica cozzano con le esigenze dei cittadini, qui devono venir fuori le capacità di un’amministrazione chiamata a guidare un paese, bisogna essere celeri e solerti. Se fossi stato io il sindaco – ancora – avrei proposto per i primi sei mesi una giunta tecnica, invece, e lo dico con il massimo rispetto, si è pensato solo ad accontentare non proprio tutte le liste che hanno espresso i consiglieri, questo è un dato di fatto. Nunzio è una persona perbene, un amico, un ragazzo anche preparato, ma troppo vincolato al passato, la politica è soprattutto evoluzione e visione del futuro. Nei 14 anni targati Cirillo, che non rinnego, abbiamo lasciato al paese opere pubbliche, mi riferisco al teatro comunale e al palazzetto dello sport, palestre, scuole e tanto altro. Tre lustri – conclude – sono imparagonabili rispetto a questi primi 5 mesi, ma se si pensa di ripartire con una corsa ciclistica e con il Sai la vedo dura, ecco perché abbiamo deciso di defilarci e intraprendere un altro percorso”.

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