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CARDITO – Dopo la promessa del puc Cirillo cala il POC, con Giangrande e Boemio

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“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, questa famosa massima di G.T. di Lampedusa, tratta dal romanzo ‘Il Gattopardo’ è maledettamente attuale e ancor più vivida e pregna di significato. Il cambiamento infatti per Lampedusa non era inteso come qualcosa che dovesse arrivare dall’esterno, ma direttamente dall’animo di ognuno di noi. Ci scusiamo innanzitutto per aver scomodato lo scrittore siciliano, troppo aulico, forse uno sconosciuto per il livello dell’attuale amministrazione, ma il virgolettato sopracitato era doveroso.

Cosa ha combinato il nostro illuminato ingegnere, quel fulmine di Pegasus gli ha schiarito i pensieri, tanto da formare e mettere nero su bianco la nuova giunta, quasi non ci si crede, lui che con intelletto prensile e non solo, tra svolazzi e ghirigori è riuscito a realizzare qualcosa, cari lettori, state tranquilli, ha realizzato qualcosa non per il paese, qualcosa che gli permettesse di andare avanti e concludere la sua opera. Anna Orabona (Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili) Daniela Portella (Ecologia), Giulia Cianci (vicesindaco e bilancio), Francesco Boemio (Lavori Pubblici) e Antonio Giangrande ( Municipale), questi i nuovi assessori. Nuovi si fa per dire, sì perché, a parte le quote rosa, che non hanno mai ricoperto un incarico istituzionale (questa è la prima volta) ci sono i due dinosauri, parliamo di Francesco Boemio che da euro 17,50 (consigliere) passa a 1000 euro (assessore) sostituito da Enzo Campanile e di Tonino Giangrande, assiso ed anch’egli saldamente ancorato ai 1000 euro al mese, più libertà di fare….

Il primo, oltre ad alzare la mano e ripetere in consiglio comunale la parola “presente”, non lo abbiamo mai sentito proferire altro termine, discorso o ragionamento, sul secondo nome invece c’è poco da dire, qualche volta, ma veramente di rado, avrà risposto a qualche interrogazione, leggendo rigorosamente rigo per rigo la risposta da ‘Giangrande’ dissertatore qual è.

Giangrande è l’assessore cui dedicammo un articolo, intitolato ‘Giangrande, l’assessore laconico e strisciante’, lui che fece istituire le strisce blu nel piazzale dello stadio Comunale Papa, sottolineando con un cartello ‘ESCLUSO I FESTIVI’, nonostante le pressioni di Franco Pisano che chiedeva di istituire le strisce a pagamento anche nel piazzale Comunale dinanzi al Nemea, ma questa proposta non fu neanche ascoltata dal ‘luculliano’ assessore.

Giangrande non è stato sfiorato minimamente dal pensiero di far spazio ad altri, proprio non vuole saperne. Ultimo nodo da sciogliere quello del presidente del consiglio Nunziante Raucci, momentaneamente attende gli eventi da protagonista, timorato forse dal suo stesso mentore Giuseppe Barra, che qualora dovesse candidarsi alle prossime regionali gli spianerebbe la strada per la candidatura da primo cittadino, ma per questo sogno c’è ancora tempo, può darsi che lo stesso Barra gli rifili un tiro basso prima di maggio 2020. Per far capire il livello di questi politicanti, va sottolineato che Peppe Barra, pur di ricevere ‘aiuti’ per la sua candidatura non esiterebbe ad appoggiare l’attuale sindaco Cirillo, tra l’altro, quest’ultimo, ha presentato la nuova giunta senza un documento politico, escludendo una buona parte di personaggi che avevano garantito la sua rielezione nel 2015, i malumori restano, ma il buon e saggio ingegnere per ora ha deciso di non preoccuparsi, staremo a vedere.

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