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Passaggio cantiere vigilanza privata, Alviti (Angpg): “Se non c’è un preavviso di almeno 15 giorni il nuovo contratto non può essere in esecuzione”

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Nei passaggi di cantiere (cambio appalto), la comunicazione ai lavoratori con un preavviso troppo breve è una pratica spesso contestata, poiché il lavoratore ha il diritto di conoscere in tempo utile le modifiche al proprio rapporto di lavoro.
Ecco i punti chiave normativi e contrattuali in Italia:
Obbligo di comunicazione: In caso di cambio appalto (specialmente con oltre 4 lavoratori coinvolti), il committente e l’appaltatore uscente sono tenuti a dare comunicazione formale, spesso almeno 40 giorni prima (secondo prassi sindacali in appalti privati), per consentire le procedure di consultazione.
Contratti Collettivi (CCNL): Molti CCNL, come quello Multiservizi/Pulizie, prevedono un preavviso minimo per il cambio appalto, spesso fissato ad almeno 15 giorni lavorativi prima che il nuovo contratto abbia esecuzione.
Trasferimento d’azienda: Se il passaggio costituisce un trasferimento d’azienda (art. 2112 c.c.), le regole sono ancora più stringenti e la comunicazione deve avvenire per tempo per permettere l’esame congiunto con i sindacati.
Cambi turni improvvisi: Per variazioni di orario di lavoro connesse al cambio cantiere, la giurisprudenza e i CCNL solitamente richiedono un preavviso di almeno 24-48 ore (spesso 5 giorni per turni non concordati), rendendo il preavviso di un solo giorno o nullo una violazione delle procedure contrattuali.

Azioni possibili per i lavoratori:
In caso di preavviso irragionevolmente breve (es. comunicazione il giorno stesso per il giorno dopo), i lavoratori, solitamente assistiti dalle RSU/RSA o dalle sigle sindacali come la Federazione Nazionale Lavoratori Italia possono contestare la procedura, pretendendo il rispetto dei tempi contrattuali per l’applicazione della clausola sociale (riassunzione del personale).
A tal riguardo il Presidente della Angpg e segretario generale della Federazione nazionale lavoratori Italia dottor Giuseppe Alviti ha ribadito come molti cambi di appalto nella vigilanza privata non abbiano rispettato tale caratteristica e quindi non avendo espressamente rispettato i tempi contrattuali per l’applicazione della clausola sociale c’è l’obbligo di riassunzione del personale.

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