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INCLUSIONE DELL’AUTISMO: IL CENTRO ISO RIABILITATIVO DI POMIGLIANO D’ARCO FIRMA IL QUINTO CONTRATTO DI LAVORO PER UN RAGAZZO CON DISABILITÀ

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Ci sono giorni in cui le parole non servono. Bastano un tavolo, una penna, un sorriso. E un contratto firmato. Dal 17 luglio quel momento ha il volto di Christian Colizzi. 22 anni, occhi lucidi e la mano che trema appena mentre mette la firma sul suo primo contratto di lavoro. Il posto? Il Caffè Internet del Centro Commerciale Le Aquile di Sant’Anastasia. Il sogno? Quello che ogni ragazzo ha: entrare nel mondo del lavoro, sentirsi utile, costruirsi un domani con le proprie forze.

Per Christian non è “un contratto qualsiasi”. È il punto di arrivo di un percorso lungo, fatto di laboratori, di cadute, di rialzi, di persone che hanno creduto in lui.

Un traguardo che sa di famiglia

Con Christian c’erano tutti. Il papà, orgoglioso e commosso, seduto accanto a lui. Il datore di lavoro, Vincenzo Monaci, che ha deciso di puntare su una persona prima ancora che su un curriculum. E in prima fila le istituzioni: il Sindaco di Sant’Anastasia Mariano Caserta, i consiglieri Santolo Incarnato e Marco Castaldo. Tutti lì per dire la stessa cosa: l’inclusione non è uno slogan da manifesto. Si fa così.

Perché con questa firma il Centro ISO Riabilitativo per l’Età Evolutiva – struttura socio-sanitaria accreditata nel SSR – taglia un traguardo importante: cinque ragazzi con disabilità inseriti nel mondo del lavoro. Cinque. Non numeri su un report. Cinque storie, cinque famiglie, cinque vite che cambiano grazie ai laboratori inclusivi sociali per il “Dopo di Noi”.

“Non lavoriamo per gli applausi”

A dirlo è il Direttore Generale del Centro ISO, dott. Domenico Manna, con la voce ferma. Accanto a lui la Responsabile Tecnico Sanitaria, dott.ssa Afrodite Esposito. “Ogni firma è una vittoria dell’inclusione, della professionalità e della speranza. Non lavoriamo per raccogliere applausi, ma per costruire opportunità reali. Il nostro obiettivo è trasformare i percorsi riabilitativi in progetti di vita, offrendo ai ragazzi con disabilità e autismo la possibilità di diventare protagonisti del proprio futuro.”

E Christian, nel momento in cui ha firmato, ha fatto esattamente questo: è diventato protagonista. Ha sorriso. Ha guardato suo padre. Ha stretto la mano a Vincenzo. In quel gesto c’era tutta l’autonomia che si stava conquistando, tutta la responsabilità che da oggi si prende, tutta la fiducia in un futuro che fino a ieri sembrava più lontano.

Per la sua famiglia è un nuovo inizio. La firma non è carta. È la dimostrazione che si può. Che la dignità, l’autonomia, l’integrazione non sono parole vuote. Sono turni al bar, sono scontrini da fare, sono colleghi con cui ridere.

Fatti, non parole

Al Centro ISO si lavora rimboccandosi le maniche. In silenzio. Con competenza e con il cuore. Non interessano i giudizi. Interessano i risultati. Cinque contratti firmati. Cinque giovani che oggi hanno un lavoro. Cinque famiglie che stasera dormiranno con un po’ più di serenità. Perché l’inclusione vera non si racconta. Si firma. E Sant’Anastasia, ha la firma di Christian.

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