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Cardito: ‘A Viso Aperto’ e ‘Cardito Viva’ non aprono al campo largo, il sindaco Raucci ridotto ad anatra zoppa

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“Se per vivere devi strisciare, alzati e muori”. Nunzio Raucci in questo momento ha una sola strada da intraprendere, breve e semplice, ufficio protocollo e dimissioni alla mano. La squadra che lo aveva accompagnato fino a maggio perde pezzi, i malumori interni di una maggioranza tremolante alimentano come pioggia battente sudore e ansia sulla fronte del sindaco. I numeri in consiglio comunale sono lapalissiani, con questa matematica certezza non si governa, si sopravvive. Ultima spiaggia quella del campo largo, aprire al Pd dell’ex sindaco Peppe Cirillo, estremo tentativo per rifiatare e aumentare qualche poltrona sostenitrice nel civico consesso. Strategia che non porterebbe Raucci lontano, al contrario, allearsi solo per andare avanti con l’acerrimo nemico sarebbe un’onta troppo grande, bisognerebbe poi spiegarlo agli elettori. Tra i due mali quest’ultimo è quello minore, sì, perché poi Nunzio diventerebbe apoditticamente un sindaco sotto ricatto (probabilmente già lo è), anzi, un gastroenterologo pronto ad intervenire per alleviare e sanare i mal di pancia, a qualsiasi ora e in ogni momento.

Sul fronte opposizione, questo scenario, seppur fattibile, non sembra concretizzarsi, l’altra ‘maggioranza’ è intenzionata a procedere così come hanno stabilito le urne, all’orizzonte non baluginano né spiragli né aperture. Da sottolineare e ricordare che si resta sempre in attesa dei ricorsi presentati dopo le elezioni, solo questo miracolo potrebbe salvare Raucci. Tra scienza e teologia si deve però guardare in faccia la realtà, nuda e cruda, al momento sullo scacchiere queste sono le posizioni, le poche scelte di movimento rendono drammatico uno scenario che di per sé è già terrificante. Nunzio, come già ribadito nel nostro attacco, potrebbe avere uno scatto d’orgoglio, tra vagiti e singulti, nell’infinito divenire dei suoi punti interrogativi, dovrebbe protocollare in rigoroso silenzio le sue dimissioni, senza ripensamenti, questo non metterebbe solo fine alla sua brevissima parentesi da sindaco, ma spedirebbe anche a casa Peppe Cirillo dalla Città Metropolitana. Un’impresa troppo ardua per la fascia tricolore, ma che sul piano morale e politico lo riscatterebbe altamente, ci fermiamo qui, non affondiamo la penna nel petto di un ragazzo sicuramente perbene e volenteroso, ma incapace da un punto di vista amministrativo, per mancanza di leadership, carisma e sostanza.

Sulla vicenda del campo largo è intervenuto l’ex presidente del consiglio comunale Antonio Giangrande, queste le dichiarazioni del leader di ‘A Viso Aperto‘, secche e dirette: “Il campo largo a Cardito è una soluzione non fattibile. Questa maggioranza mente sapendo di mentire. Al momento c’è troppo astio, troppo odio tra di loro, mere chiacchiere, vogliono semplicemente confondere le idee per garantirsi una esigua sopravvivenza”.

Dello stesso avviso anche ‘Cardito Viva‘, così i due consiglieri Oreste Bandiera e Antonio D’Andrea.

“In merito alla proposta del cosiddetto “campo largo”, condividiamo appieno la linea espressa dall’ex sindaco Cirillo, rimarchiamo e sottolineiamo che questa non è una soluzione attuabile. Cardito merita di più, un governo stabile e soprattutto efficiente“.

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