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FRATTAMINORE – Sabba: “Ho vinto The Winner Is perché è stato apprezzato un giovane con l’anima rétro”

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Meno di due settimane fa, Salvatore Lampitelli, classe ’86, in arte Sabba, ha vinto al programma televisivo The Winner Is, condotto da Jerry Scotti su canale 5, la sua voce ha conquistato tutti, critica, pubblico e addetti ai lavori. Un trionfo tutto partenopeo, pardonner, Frattese, visto che Sabba è cresciuto in quel paese. Mentre scrivo, tanti ricordi trafiggono la mia anima e la mia memoria, sì, perché, Salvatore lo conosco praticamente da quando ha iniziato. Lui che la musica ce l’ha nel sangue, lui che è artista a 360°, ricordo ancora le tante jam session organizzate nell’hinterland, i festival, le partecipazioni, le collaborazioni, insomma il percorso o meglio, la gavetta che ognuno di noi deve fare e perseverare per raggiungere e coronare il proprio sogno. Sabba, nome d’arte, nato tra i banchi del liceo, (perché una ragazza esclamò, bussando alla porta della sua classe: “Professore, chiedo scusa, può uscire Sabbatore Lampitelli?”) è un ragazzo umile, che di gavetta ne ha fatta tanta, uno che ha collaborato con i grandi nomi della musica italiana e non, uno che ha sempre creduto in quello che faceva, uno che non ha mai gettato la spugna, un autore profetico,         (-Dovrei maledire il giorno in cui ti incontrai, tu sei la strada proibita quella dei guai e invece anche senza un soldo in tasca continuo a pensare che la sola strada che voglio percorrere porta a te- TRATTO DALL’ALBUM NESSUNO SI SENTA OFFESO) uno che dopo tanto “peregrinare” si è meritato il successo e la vittoria al programma. Solo chi è  a digiuno di musica può dire il contrario, solo chi non ha una minima conoscenza in materia, può dire che il suo timbro vocale non è unico, appartiene a lui e basta, non è la fotocopia o l’emulazione di nessuno se non di Sabba.  Ho avuto il piacere di conoscerlo molti anni fa, non è la prima volta che gli chiedevo un’intervista, nonostante la vittoria e la popolarità, come ho fatto sempre, l’ho chiamato, di rimando lui mi dice -Quando la vogliamo fare? – ci siamo visti, tra una chiacchiera e l’altra ho immortalato la nostra conversazione.

 

Sabba a circa 10 giorni di distanza quali sono state le tue emozioni, cosa hai provato?

Non mi aspettavo di vincere, ma pian piano durante la gara ho preso coraggio. Alla prima canzone ero molto teso, poi ho capito di avere i numeri per poter andare avanti e ho vinto la prima puntata. Dopo la prima puntata ho iniziato a crederci, infatti, questa esperienza mi serviva proprio a questo, per capire se avevo i numeri  per poter fare le mie cose. Faccio questo mestiere da tanti anni, forse un motivo c’è.

Andiamo a ritroso, tu vieni dalla provincia, Frattaminore, hai maturato tanta esperienza, hai fatto molta gavetta sul territorio, poi finalmente il successo. Com’è nata questa esperienza con il programma di canale 5 The Winner Is?

E’ nata dopo un anno difficile, due episodi mi stavano facendo smettere addirittura,  erano e sono 10 anni che faccio musica, erano il bagaglio artistico e di rabbia accantonata, messa da parte per il momento giusto che era proprio questo. Dicevo dopo gli ultimi due episodi, dell’operazione alle corde vocali e del furto degli strumenti, ero quasi sul punto di arrendermi, poi è arrivata  questa occasione e mi sono detto che se non fosse stato attraverso questa occasione qui, non mi sarei dato veramente un’opportunità per dimostrare a me stesso che non sbagliavo a crederci ancora.

Hai  fatto tanta gavetta, ti sei confrontato con i grandi  del Neapolitan  Power; Franco Del Prete, James Senese, Piero Gallo, Pietra Montecorvino, Raiz e tanti altri, due dischi   all’attivo con il tuo gruppo “ Sabba e gli Incensurabili ” ?

Esatto, io nella mia scheda ho raccontato proprio questo, ovvero che non vengo dal nulla, avevo già un passato, che non sono andato a fare questa esperienza tanto per, ma appunto, sono andato lì, proprio perché pensavo di aver raccolto del materiale umano, artistico e di esperienza che poteva darmi la forza per affrontare una cosa del genere. Alla fine ho capito ed è stato questo il motivo che mi ha spinto a partecipare al programma, che, non ero io che dovevo cambiare, ma il contesto che doveva cambiare, cioè, io dovevo continuare  a fare le cose che ho sempre fatto, tanto è vero che sono andato in trasmissione non certo  a fare delle canzoni di facile ascolto, ma quello che mi appartiene.

Chi dei grandi della musica partenopea ti ha dato di più, ti ha insegnato qualcosa?

Edoardo Bennato, che, non ho mai conosciuto e non ho mai collaborato. Ma hai una foto con Bennato? Sì, grazie al suo chitarrista Gennaro Porcelli, che ha suonato nel mio disco, me lo fece incontrare una sera. Ho conosciuto i grandi del Neapolitan Power, ma Edoardo Bennato è stato quello che mi ha ispirato di più, ha scritto delle canzoni che mi piacciono tantissimo e che ancora oggi ascolto. Lui è uno che viene dal blues, che ama il blues, ha fatto un disco con i Blue Stuff sotto lo pseudonimo di Joe Sarnataro, uno che ha un bel blues, ancora oggi fa blues, è la dimostrazione in Italia, ma anche a Napoli, che non devi essere per forza autoreferenziale o dialettale, ma che puoi fare musica in italiano, con velleità nazionali, anche con venature blues.

Tu sei un cantautore sopraffino, ti chiedo, continuerai   a fare il tuo genere o batterai altri “sentieri” per la consacrazione nazionale?

No, io sono andato in trasmissione facendo me stesso, non sono andato per vendermi l’anima. Ho cantato “Basta che mi vuoi” dei The Showmen e oggi “Basta che mi vuoi” è al 73° posto nella classifica  iTunes, dopo anni che erano stati dimenticati i The Showmen. La mia soddisfazione, oltre alla vittoria, è che sia stato apprezzato un giovane con l’anima rètro.

Chi dei vip presenti ti ha aiutato di più?

Chi mi ha aiutato di più sul palco è stato Jerry Scotti, dalla prima canzone che ho fatto ,lui, mi ha associato a Demetrio Stratos, mi ha detto che sono uno dei più grandi cantanti che ha mai sentito, mi ha detto che sono un fenomeno, cose che non mi sarei mai aspettato di sentire. Anche Alfonso Signorini e Mara Maionchi mi hanno dato bei consigli, ma soprattutto Fausto Leali; io stavo  provando, lui è salito sul palco e  ha detto. “Io me ne vado, questo è troppo forte”, lo ha detto anche in puntata. A fine serata mi ha chiesto un selfie, mi ha dimostrato un’umiltà che solo i grandi artisti hanno, l’ho ringraziato con un messaggio. Per me già era un onore cantare con Fausto Leali, uno che ha 50 anni di carriera alle spalle, uno che ha duettato con Wilson Pickett, ma è stato ancora di più un onore conoscerlo di persona. Inoltre ringrazio i 101 giudici e il pubblico, perché la gente ascolta e decide se devi andare avanti.

Tu che ami il cantautorato, tu che lo prediligi, io ti seguo da anni e lo sai bene, perché bisogna passare per i talent show, anche se la trasmissione in questione non è proprio un talent?

Secondo me, ognuno ha le sue valide ragioni per decidere di intraprendere una strada, anch’io avrei potuto fare una figuraccia, eppure sono nell’ambiente da 10 anni e mi sarei giocato una bruttissima carta se avessi fatto una figuraccia lì. Credo che ognuno abbia i suoi buoni motivi per andare a questi concorsi canori. Conosci bene il mio passato, non mi si deve identificare solo come cantautore, mi va stretto questo termine, io sono organizzatore, presentatore, cantante, ho fatto tante cose con la musica. Infatti continuerò a scrivere  le mie canzoni con la mia band, sono sempre stato interprete di altri, di B.B. King, Ray Charles ,John Mayer, interprete di altre  cover di altri, c’è uno spin – off dedicato a Lucio Battisti (Sabba e gli Incensurabili suonano Battisti) . Non posso quindi spiegare sempre la mia storia ogni qual volta faccio una scelta, questo dipende dalle mie velleità. Se ho delle velleità come cantautore vado al premio De Andrè, se invece ho velleità da cantante vado a The Winner Is. L’unica cosa che non ho mai fatto nella mia vita è fare l’autore per altri, perché a me piace stare sul palco.

Che  progetti ci sono in cantiere? 

I progetti ci sono, c’è entusiasmo intorno a questa cosa, quindi ci saranno delle date, c’è gente in tutta Italia che mi chiede di venire, sicuramente non mi muoverò da solo ma con una band.

 

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