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Scuole di doppiaggio in Italia

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Tutti pazzi per il doppiaggio ma vediamo come nasce questa arte così amata.

Nell’aprile del 1929 uscì in Italia The jazz singer di Alan Crosland e in quello stesso anno il governo fascista decretò che le pellicole straniere non potevano circolare in lingua originale.

Questo portò alla diffusione dei film stranieri con le musiche e i rumori della colonna sonora originale, ma privi dei dialoghi che venivano tradotti in lunghe didascalie. Tutto questo creò stanchezza nello spettatore che doveva stare dietro ai sottotitoli e si disaffezionò al cinema.

Le grandi major americane, considerata l’importanza del mercato italiano, cercarono di correre ai ripari e realizzarono versioni plurime nei loro stabilimenti di Hollywood, utilizzando attori oriundi che parlavano l’italiano con forti inflessioni americane.

I produttori, non soddisfatti dei risultati, pensarono di sperimentare il doppiaggio, il cui ‘prototipo’ fu il dubbing, che consisteva nel sostituire la colonna sonora relativa al parlato con un’altra dove i dialoghi tradotti erano recitati in una lingua diversa dall’originale.

Si cominciarono così a sperimentare i primi doppiaggi un po’ artigianali, ma in Italia il problema restò aperto: la crisi dell’industria cinematografica nazionale sembrava senza sbocchi soprattutto per l’indifferenza dello Stato.
Stefano Pittaluga dopo l’acquisto e la ristrutturazione degli stabilimenti romani della Cines fece capire l’importanza della produzione nazionale piuttosto che finire mangiati dalle produzioni americane.

Il 5 ottobre del 1930 al Supercinema di Roma si presentò, alla presenza di Benito Mussolini, il primo film sonoro italiano La canzone dell’amore di Gennaro Righelli, distribuito poi sul territorio nazionale.

Intanto molti dei più prestigiosi attori, soprattutto di teatro, come Andreina Pagnani, Paolo Stoppa e Rina Morelli, agli inizi degli anni Trenta furono ingaggiati per interpretare negli studi di Joinville le versioni italiane dei film Paramount.
Il pubblico italiano cominciò ad abituarsi a una tecnica capace di fondere, in un effetto di illusione e di riconoscimento voce-volto sempre più affinato, le performances di grandi attori con la loro ‘trasposizione’ vocale basata su un abile mimetismo, in cui cominciarono a eccellere, caratterizzando volti famosi

L’industria cinematografica italiana procedette così ad attrezzarsi tecnicamente per il nuovo procedimento: nel 1932 fu messo in funzione il primo stabilimento di doppiaggio italiano alla Cines-Pittaluga diretto dal regista Mario Almirante, poi la Fotovox.

Nel 1933 Vincenzo Sorelli fondò la ItalaAcustica, e lo stesso anno, l’ingegner Salvatore Persichetti allestì lo stabilimento di doppiaggio Fono Roma.

Il 5 febbraio 1934 il governo fascista emanò una legge che vietava la circolazione dei film doppiati all’estero, e le majors si videro così costrette ad affidarsi agli stabilimenti romani.

La sola MGM aprì una sua sala di sincronizzazione nella capitale e nella seconda metà degli anni Trenta il doppiaggio italiano cominciò ad assumere precise caratteristiche tecniche, artistiche ed espressive e si delinearono i requisiti del doppiatore.

In breve tempo i doppiatori italiani sono diventati i più bravi a livello mondiale, e così hanno dato vita a una vera professione.

Ma questo nuovo mestiere aveva anche un risvolto negativo, ossia il fatto di rimanere costantemente nell’ombra rispetto alla ribalta del successo degli attori celebri.

Bisogna aspettare il 1937 quando alcune riviste di cinema cominciarono a parlare del doppiaggio e dei suoi maggiori esponenti.Nello stesso periodo si affermò la pratica di doppiare anche alcuni attori italiani; tra gli altri furono doppiati Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Lucia Bosé, Claudia Cardinale, Ornella Muti, Stefania Sandrelli, Raf Vallone, Renato Salvatori, Maurizio Arena, Franco Nero, Giuliano Gemma, e perfino, in un caso un’attrice della statura di Anna Magnani.

Negli anni Quaranta gli intellettuali si schierarono contro il doppiaggio dei film stranieri, proponendo in alternativa i sottotitoli, ma lo spettatore italiano era ormai abituato alle straordinarie voci dei doppiatori e apprezzava la tecnica del doppiaggio.

Nel 1944 era stata fondata la prima e più importante cooperativa di doppiaggio, la CDC (Cooperativa Doppiatori Cinematografici), che comprendeva circa 150 iscritti divisi in varie categorie.

Nel 1945 era nata la ODI (Organizzazione Doppiatori Italiani), che raggruppava attori teatrali decisi a svincolare la pratica del d. dalla corrispondenza rigida e automatica del rapporto tra la voce e il volto.

Si affermarono così quelle voci che ebbero un ruolo fondamentale nella diffusione del cinema, soprattutto statunitense, degli anni Quaranta e Cinquanta: Emilio Cigoli, Giulio Panicati, Gualtiero De Angelis, Gino Cervi, Wanda Tettoni, Adriana Asti, Mario Besesti, Stefano Ribaldi, Nino Pavese, Cesare Fantoni, Alberto Sordi, Manlio Busoni, Glauco Onorato, Renato Turi, Oreste Lionello, Ferruccio Amendola.

L’avvento delle televisioni private ha favorito l’incremento delle società di doppiaggio che da una decina sono diventate un centinaio; parallelamente i doppiatori, che alla fine degli anni Cinquanta erano circa 300, sono passati nel 2001 a oltre 1500.

In questo contesto di allargamento del mercato e di irrigidimento delle grandi cooperative storiche, molti doppiatori hanno sentito il bisogno di lavorare con maggiore libertà, al di fuori delle società.

È nata così nel 1978 la CDL (Cooperativa Doppiatori Liberi), trasformatasi nel 1983 in ente morale con il nome di ADL (Attori Doppiatori Liberi) e con uno statuto che ne evidenzia il carattere di società di servizi e tutela gli interessi di doppiatori che operano essenzialmente come battitori liberi.

E oggi, cosa deve fare una persona che vuole diventare doppiatore?

Può scegliere tra e varie scuole di doppiaggio che ci sono in Italia; vale la pena capire di ognuno i punti di forza come gli insenanti, le sedi presenti in Italia, le esperienze di persone che hanno frequentato le varie scuole e hanno cominciato a lavorare.

In base a questi criteri, secondo noi le migliori scuole italiane sono:

  1. Accademia del doppiaggio (www.accademiadoppiaggio.com)
  2. Voice art dubbing (www.scuoladidoppiaggio.com)
  3. Accademia Nazionale del cinema (www.accademiadelcinema.it)
  4. Professione doppiaggio (www.professionedoppiaggio.com)
  5. Arts Factory (www.arts-factory.it)
  6. CTA Milano (www.centroteatroattivo.it)

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