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La magistratura accende i fari sul ‘sistema’ Cardito

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Da anni ormai, scriviamo del quarto Comune più cementificato d’Italia. Da anni mettiamo nero su bianco le mortificazioni che parte di un’intera cittadina è costretta a subire, da anni, fiumi di inchiostro evidenziano la lentezza della magistratura e della prefettura ad accendere più di un faro ed intervenire con solerzia in uno dei pochi paesi in provincia di Napoli a non essere mai stato sciolto per infiltrazione camorristica. Ma dopo anni di inchieste qualcosa sembra muoversi: a tenere banco, oltre agli scandali dello staff, dei concorsi, delle mazzette nel cimitero, dei lavori di ampliamento loculi, come sempre è il mattone selvaggio, la perniciosa questione dell’urbanistica, del Puc, del partito degli imprenditori, avviato con Peppe Barra e propagatosi poi come un cancro maligno con il primo Giuseppe Cirillo che ha cosparso di metastasi il territorio, come delle arpie assatanate. Ma cosa sta succedendo a Cardito, in quella comunità tanto invidiata nel passato, seppellita oggi, da un presente fatto di betoniere e di colate di cemento, quest’ultimo arteria pulsante e linfa vitale del business della politica locale. Una miriade di spunti e riflessioni si susseguono in questa gestione scellerata, in questo scempio amministrativo, in quella che potremmo definire la Willy Wonka del mattone. Dalla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Napoli Nord di Aversa, sembrano arrivare segnali di speranza, sono piovuti come un fulmine a ciel sereno ben otto avvisi di garanzia, lasciando diaccio gli attori protagonisti. Il Ctu (consulente tecnico d’ufficio), nominato dalla Procura della Repubblica, parla di un vero e proprio ‘sacco’ alla città, usando il sostantivo che da anni ha accompagnato ed annerito i nostri articoli, ‘sistema‘. I responsabili, secondo la relazione dell’ingegnere F. C., sono i sindaci che negli anni si sono succeduti e la politica in generale, oltre ai tecnici compiacenti.  

Demolizione Villa Fusco

Queste le conclusioni del Ctu:“Alla luce di quanto esaminato, non si possono che ribadire le conclusioni alle quali già si era pervenuti nella precedente C.T., vale a dire che ci trova di fronte ad una situazione di consolidata connivenza tra tecnici esterni e funzionari comunali al fine di agevolare pratiche edilizie del tutto irregolari, con procedure anche maldestramente artefatte, per le quali solo una compiacente superficialità può permettere l’espletamento dell’iter amministrativo. Ciò che sconcerta è la disinvoltura del comportamento dell’attuale dirigente architetto Pasquale Imbemba, che redige le istruttorie che egli stesso approva rilasciando titoli assolutamente irregolari, che hanno consentito un vero e proprio “sacco” al territorio comunale in spregio a tutte le norme e vincoli presenti, con interpretazioni delle normative assolutamente irregolari autorizzando volumetrie non consentite, soprattutto nel centro storico, che ne hanno stravolto l’originario assetto.

 Il tutto con la colpevole complicità di tecnici esterni il cui operato irregolare non veniva mai contestato, come era doveroso da parte di chi doveva tutelare il pubblico interesse esercitando un rigoroso controllo, con una connivenza davvero sconcertante. Pertanto, al di là delle singole procedure, si ritiene indispensabile bloccare con decisione un simile scempio elevato a vero e proprio “sistema”, atteso che il comportamento illecito non è rilevato per una singola o un limitato numero di procedimenti ma è divenuto la regola assoluta, per quanto si è potuto riscontrare. Il procedimento in esame, poi, costituisce una dimostrazione di assoluta arroganza e spregio di ogni norma urbanistica, anche la più consolidata, aggiungendo, con permessi successivi, volumi a volumi, giungendo ad una tipologia assolutamente stravolta rispetto alla originaria, senza computare nei volumi i corpi scala, senza adeguare le autorizzazioni sismiche, costruendo due fabbricati, nella zona più centrale del Comune, in adiacenza al Municipio, di ben cinque piani fuori terra, oltre alla copertura ed ad un piano interrato per quasi l’intero lotto, in luogo dei due piani originari, approfittando di una volumetria premiale derivante dalla irregolare applicazione della normativa Regionale 19/2009 (Piano Casa), per più volte, ben esuberando il 35% di incremento previsto dalla stessa, oltretutto senza effettuare alcun calcolo termico per dimostrare la riqualificazione energetica, come previsto dalla norma. Con ciò, effettuando una Ristrutturazione Urbanistica, che, oltre a non essere consentita, avrebbe comunque richiesto ben altre procedure, in ossequio a quanto previsto dal P.R.G., al quale si è inteso derogare con disinvoltura.

A ciò si aggiunga che nessuno studio è stato effettuato sul carico urbanistico, notevolmente incrementato dall’aumento spropositato di unità abitative, con conseguente sovraccarico di tutti i servizi. In conclusione, non può essere sottaciuta la responsabilità enorme della politica, nella persona del/dei sindaci che si sono succeduti, dal momento che il Comune, nel quale con verbale numero 31 del 12/12/2001, l’allora Commissario Prefettizio aveva disposto la soppressione della Commissione Edilizia Comunale, attribuendone la funzione al responsabile del Servizio Edilizia Pubblica e Privata, non abbia mai provveduto ad istituirla per quasi vent’anni. Pertanto, sulla scorta di quello che evidentemente era un provvedimento di urgenza, è stato consentito, con la compiacenza di chi doveva provvedere a vigilare, che il/i responsabili che si sono succeduti, diventassero unici e soli attori dei processi edilizi del Comune, senza alcun organo di controllo che potesse tutelare il pubblico e privato interesse, determinando le storture che si sono evidenziate nelle varie procedure edilizie esaminate, con il conseguente scempio urbanistico del territorio”.

Sono deleterie e devastanti le conclusioni del Ctu nominato dalla Procura della Repubblica, un intero paese attende giustizia, la protervia con la quale si è proceduto negli ultimi tempi fa accapponare la pelle, fare due calcoli è estremamente semplice. Basta vedere negli ultimi anni a chi sono stati rilasciati i permessi a costruire e soprattutto in cambio di cosa, basta vedere gli ultimi due consigli comunali da chi erano e da chi sono formati, gli incarichi a chi sono stati elargiti, cari lettori la sinossi sta ancora una volta nel sostantivo ‘sistema’. Il ras del cemento, parliamo del primo cittadino Giuseppe Cirillo, purtroppo o per sua fortuna, nei banchi della pubblica assise è contrastato da una esigua e scialba minoranza, da chi concepisce la politica riducendola a mero calcolo matematico, limitandosi ad essere solo un contenitore di voti ed al contempo, una bieca e flaccida scorza, derisa dagli attori della politica che scommetterebbero più su Soldatino, King e D’Artagnan. Come già ribadito, ci aspettavamo qualcosa di più, in verità più di qualcosa, dal consigliere Marco Mazza, unico erudita del civico consesso, sì perché, in un altro Comune, di fronte a tali nefandezze, le forze di opposizione avrebbero chiesto la testa del dirigente, in questo caso Pasquale Imbemba (inutile spostarlo ai LL.PP. con delibera numero 48 datata 30/04/2021) ed il trasferimento del dipendente comunale Antonio Archetto, padre dell’attuale consigliera di maggioranza Valeria Archetto, inoltre, l’intervento del Prefetto, sollevando un caso mediatico, chiedendo un consiglio comunale monotematico, chiedendo soprattutto il ripristino della legalità, in un paese divenuto ormai sulla carta terra di nessuno, ma gestito saldamente da ‘qualcuno’ o come viene espressamente scritto nella relazione, dal ‘sistema’.

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