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Addio ai cieli per Alitalia, i dipendenti: “È una sconfitta per il Paese dopo 75 anni di storia”

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Ultimo volo per Alitalia tra le lacrime dei dipendenti. Dopo 75 anni di volo, la compagnia aerea Made in Italy, dice addio ai cieli.

L’ultimo decollo di oggi,  sarà con l’AZ1586 Cagliari-Roma, che partirà alle 22.05 dal capoluogo sardo per atterrare a Fiumicino alle 23.10 e segnerà la fine della storia della nota compagnia di bandiera. L’Airbus 320 (proveniente da AirOne), intitolato a Primo Levi, volerà con tutti i suoi 180 sedili occupati. Alla cloche siederà il comandante Andrea Gioia, 55 anni e 15mila ore di volo, dopo essersi formato alla scuola di volo di Alitalia.


Tra successi e problemi dell’aviolinea, si consuma a colpi di scelte sbagliate e fiumi di denaro pubblico investiti, il declino di Alitalia. Si spengono i motori in seguito all’accordo raggiunto con l’Ue per l’avvio della nuova società Ita, pronta a voltare pagina. Questo per scongiurare l’ipotesi peggiore del fallimento che continua ad incombere.

Con l’ultimo volo, si chiude anche il programma di riallineamento della compagnia, che consegnerà ad Ita una flotta tutta basata su Roma e Linate. 
Prosegue intanto la mobilitazione dei lavoratori con un presidio previsto in giornata al terminal 3 di Fiumicino. I dipendenti scorati, affermano: «È sconfitta per l’Italia».

ALITALIA – LA STORIA

Era il 5 maggio del 1947 quando ci fu il primo decollo dell’Alitalia in direzione Torino-Roma-Catania, seguito due mesi dopo dal volo internazionale Roma-Oslo con 38 passeggeri a bordo. Da allora la compagnia è cresciuta fino a diventare nel 1960 compagnia ufficiale delle Olimpiadi di Roma, trasportando oltre un milione di passeggeri. Il tricolore sostituisce la Freccia Alata sugli aerei di pertinenza e negli anni Novanta Giorgio Armani disegna le divise del personale di bordo. Con la liberalizzazione del trasporto aereo, proprio nella decade dei ‘90, iniziano i problemi per Alitalia, con relative perdite fino al 2008, quando per evitare la vendita ad Air-France, un gruppo di imprenditori italiani si sobbarca della défaillance finanziaria. Il 2015 vede ancora l’intervento di Etihad con un investimento di 1,7 miliardi, per evitare l’amministrazione straordinaria che scatta nel 2017.

Da allora Alitalia arranca fino ai giorni nostri, in cui si sta lavorando per la cessione di venerdì ad Ita, proprio per favorire il nuovo decollo.


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