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Streets of Minneapolis, la reazione di Bruce Springsteen in musica alle violenze dell’Ice

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Di Luca Leone

Il noto cantante americano Bruce Springsteen ha pubblicato pochi giorni fa il brano Streets of Minneapolis in reazione alle violenze dell’ICE (Immigration and Custom Enforcement) e del governo Trump. Nei dettagli, l’ICE ha sparato il 7 gennaio alla cittadina statunitense Renée Good, ferendola letalmente, e ha ucciso l’infermiere Alex Pretti. Quest’ultimo veniva mostrato in un video mentre registrava gli agenti. Un altro contributo video ritraeva un agente sfilare una pistola regolarmente detenuta da Pretti, poi gettato a terra con lo spray al peperoncino, fino a spararlo spietatamente.

La polizia di Minneapolis afferma che Pretti aveva legalmente il porto d’armi. Per l’amministrazione Trump invece, il solo avere la pistola rappresentava un pericolo. Bruce Springsteen trae spunto dagli accaduti e racconta nella sua canzone, come già fatto in passato in altre situazioni per il sociale, dell’oppressione dell’ICE sui migranti e sui cittadini della città di Minneapolis. L’artista, prima dell’omicidio di Pretti, era salito sul palco dello stato del New Jersey per denunciare l’omicidio di Renée Good, citando il sindaco nella dichiarazione: “L’ICE se ne dovrebbe andare da Minneapolis”.

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