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CARDITO – “I patroni ed i loro clientes.” Parola al cons. Francesco Pisano

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Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del consigliere di minoranza, avvocato Francesco Pisano (in foto copertina). Una riflessione attenta ed oculata sull’attuale andamento politico del paese, con dei parallelismi significativi che hanno segnato il passato ed il presente di Cardito, buona lettura.

 

 

– Cardito non ha bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Ha solo bisogno di più gente onesta. Qualcuno penserà che il grande filosofo Benedetto Croce l’avrebbe pronunciato per Cardito questo aforisma, invece no. Facciamolo nostro lo stesso. Si dice sempre che, se il paese versa in queste condizioni, la colpa è dei politici che l’hanno amministrato. E quindi? Una volta individuati e processati, qualcuno al loro posto si dovrà pur mettere. Qui si pone il problema. Come sceglieremo i nuovi amministratori? Chi ci dà la certezza che i nuovi politici saranno migliori dei vecchi?

Servirebbe sradicare le radici dei privilegi della corruzione e impedire l’utilizzo della res pubblica per favorire i propri clientes. Ma questo si ottiene se si ha la volontà di farlo e soprattutto se si è indipendenti dal sistema di potere che governa il paese.

A sentir le lamentele sui social e poi alle elezioni puntualmente vengono eletti gli stessi patroni, il desiderio di cambiare c’è, ma si ha paura di farlo. E se in passato c’è stato qualche cambiamento, esso ha riguardato una o più persone che svolgevano la figura del patronus perché il sistema di patronato è rimasto tale e quale. Quello che i cittadini devono capire è che il cambiamento vero si ottiene smantellando anche i propri privilegi rispetto ad un sistema mal funzionante e soprattutto deviato. Finché saremo dei clientes per i patroni di turno, nulla cambierà. 

Quando il filosofo di Pescasseroli pronunciò quella massima, invitava il cittadino ad essere più onesto con se stesso, perché, imputare la colpa agli altri, è facile, ma non è la soluzione. Spesso dimentichiamo che in uno Stato di diritto ognuno di noi, in misura seppur diversa, concorre alla realizzazione di ciò che c’è intorno.

Se si realizzano strade, scuole e parchi, è grazie ai nostri tributi ed ai politici che abbiamo scelto, i quali hanno “saputo operare per il bene comune”. Non c’è nessuna manna caduta dal cielo. Sine pecunia ne cantantur missae !

A Cardito c’è una scarsa riscossione tributaria e fino agli inizi del 2000, una gran numero di evasori. Fino a qualche anno fa, lo Stato centrale garantiva l’intera spesa del personale. Poi la politica del federalismo fiscale e della responsabilizzazione degli Enti locali ha portato al taglio quasi netto di quella copertura.

Il costo del personale del Comune di Cardito viene coperto utilizzando l’entrata per l’IMU, l’addizionale IRPEF e un piccolo trasferimento dello Stato nazionale. Non rimane quasi nulla per gli altri servizi. Se si facesse lo sciopero non pagando l’IMU, il Comune avrebbe grossi problemi ad aprire la mattina !

La tassa per la “monnezza” copre interamente il costo del servizio e negli ultimi anni, anche quello provocato dai cittadini che non pagano. E così è per l’acqua, una perdita per anni di circa € 600 mila euro l’anno. Anche qui ci domandiamo perché da anni non si fa nulla per migliorare la riscossione ?

Ci sarebbe la possibilità di ottenere entrate mediante il versamento del giusto corrispettivo per l’utilizzo di spazi, suoli ed edifici comunali, ma nessuno interviene, perché ?  

Un cittadino onesto paga i suoi tributi e non occupa abusivamente spazi, suoli ed edifici comunali.    Un cittadino onesto ha diritto ad ottenere i giusti servizi. Il politico ha il dovere di far rispettare a tutti , nessuno escluso, le regole poste a tutela della res publica ed a non trasformala in res privata ; in res dei patroni e dei loro clientes !!!

Eppure i “molti che non pagano” non sono tutti poveri, ambulanti o nomadi. Vai a fare controlli e trovi ricchi che non pagano le tasse; grandi negozi o capannoni che occupano abusivamente spazi e suoli comunali. E così è per l’abusivismo edilizio, sfruttato ancora dallo speculatore che incassa il canone di locazione, al posto del Comune che potrebbe fare cassa per dare servizi ai cittadini che pagano i tributi, cioè: quelli onesti.

Se diamo un’occhiata agli oneri per i permessi a costruire, il Comune è sempre l’ultimo ad essere pagato. Poi c’è da rincorrere l’inefficienza della macchina amministrativa, rectius: la qualità del lavoro dei dipendenti comunali.  Nel ’99 il sindaco Biagio Fusco rivoluzionò la macchina amministrativa con assunzioni di nuovi quadri e vigili urbani, tutti assunti mediante il FORMEZ, un ente molto gettonato per le selezioni imparziali di personale da inserire nella P.A.

Grazie a quei quadri, il governo del sindaco Giuseppe Barra, riuscì a portare avanti molti progetti. Poi, improvvisamente, sono “scappati” tutti da Cardito, con alcuni politici carditesi a salutarli con lacrime di gioia. Si, proprio così. Anziché frenare quella migrazione, alcuni politici patroni  la favorivano, illudendo qualche carditese loro cliens sulla possibilità di vincere un concorso.

E così nacquero alcuni staffisti e funzionari esterni. Tutta gente scelta direttamente dai governanti, senza concorsi. Ci furono le stabilizzazioni dei precari, ma solo per i precari carditesi, forse  perché quelli forestieri non votavano a Cardito. Chissà !

Oggi ci troviamo con una macchina amministrativa condotta soprattutto da funzionari che non hanno i titoli e l’esperienza del settore che guidano. Siamo ritornati alla vecchia e obsoleta macchina amministrativa che il Sindaco Fusco sostituì. Perché tutto questo? Cosa ha indotto la politica locale a favorire quella migrazione?  Per non parlare di alcuni LSU che si vedono solo durante le campagne elettorali. 

Se analizziamo la seleziona delle figure professionali della 328, le integrazioni salariali agli LSU, la gestione dei campi e gli LSU che non si vedono mai, lo staff e via discorrendo, rileviamo molti amici stretti e parenti dei politici, oppure candidati alle scorse elezioni o capo elettori. A questi, bisogna aggiungere i pochi imprenditori e tecnici che lavorano nel settore dell’edilizia.

Per valutare i risultati della macchina amministrativa molti comuni italiani hanno selezionato validi professionisti. A Cardito il criterio della selezione sembra essere solo  l’appartenenza politica. Nuclei di valutazione e controllo di gestione principalmente a candidati non eletti. E se qualche funzionario o dipendente ha anche la tessera dello stesso partito del patronus, ti verrebbe da dire quindi che la res pubblica è diventata la res dei patroni e dei loro clientes! Per fortuna viviamo in un paese civile dove molte persone, oneste, non hanno bisogno di patroni, soprattutto di quelli che senza aver mai lavorato vivono di politica e ogni giorno cercano nuovi clientes.

Chissà se un giorno si capirà che con un sistema così marcio, avere tanti voti, non è affatto un vanto, ma bisogna vergognarsi se esso è il risultato della gestione del sistema del patronus e dei suoi clientes. Individuato il sistema da smantellare, bisognerà solo saper scegliere le persone capaci di farlo –        

 

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